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ott 17, 2015

Convegno Arte Magistri

Il prossimo 30 ottobre Empoli, con  il patrocinio del Comune e organizzato dall’Associazione Archeologica Volontariato Medio Valdarno, ospita un convegno di elevato tenore scientifico,

Arte Magistri. Intarsio marmoreo in Toscana nel XII e XIII secolo

si pone l’obbiettivo di aggiornare  il punto degli studi su un filone artistico tanto singolare quanto prezioso. Questa forma espressiva prese le mosse e si svolse praticamente nella sola Toscana e avendo quali centri motori Pisa, Firenze e il suo contado, Pistoia e Lucca.

invitoartemagistri

Scarica il programma in formato PDF

Si tratta di quella corrente, applicata sia ad ampie superfici architettoniche che a quelle di suppellettili liturgiche (quali fonti battesimali, amboni, transenne lapidee), che usò le tre tecniche affini ma distinte dell’intarsio, dell’incrostazione e dell’opus sectile ottenendo sempre il risultato di produrre segni, simboli e figure messe in risalto usando una pietra colorata (generalmente il verde di Prato o serpentino) intarsiato all’interno di una superficie bianca in marmo di Carrara o pietra calcarea alberese.

Nel contado di Firenze spicca in modo davvero particolare il prospetto marmoreo della ex-pieve di Sant’Andrea, emblema della città di Empoli, che tutt’oggi riporta molte delle sue parti originali ad intarsio e incrostazione risalenti al XII secolo. Si tratta dell’unico esempio su scala architettonica applicato a una pieve toscana e che, da sempre, è stata accostata al prospetto della ex-abbazia di San Miniato sul Mons Florentinus, dalla quale però si differenzia in molti dettagli. Ecco dunque che il convegno ha una ragione profonda nel trovare la sede proprio a Empoli, vista l’attinenza rispetto alla storia e all’identità cittadina che uno dei principali monumenti appartenenti al filone dell’intarsio architettonico medievale della Toscana trova in questo centro.

Gli interventi previsti, dopo i saluti delle autorità, come da programma dettagliato, propongono argomenti assai variegati che contribuiranno a far luce su aspetti particolari che contribuiranno a definire argomenti ancora assai poco studiati dato che la critica, tranne alcune eccezioni concentrate nella prima metà del Novecento, non ha quasi mai cercato un’analisi approfondita e con confronti ampi e incrociati tra le diverse facce del fenomeno fin quando, agli albori di questo nuovo secolo, Guido Tigler iniziò insieme ad alcuni dei suoi studenti una revisione metodologica del filone. Nella prima sessione del convegno, quella mattutina Tigler tratterà un argomento di particolare interesse come la ricostruzione dei pulpiti romanici fiorentini. Tra gli studiosi allievi di Tigler Nicoletta Matteuzzi ha approfondito in modo particolare l’argomento prima attraverso la sua tesi di laurea, poi con una ricerca continua che ha portato, tra le altre cose, a una scoperta davvero eccezionale sull’argomento. Tra i promotori del convegno, essa tratterà i pavimenti intarsiati delle chiese fiorentine sempre nel contesto mattutino.

Di grande risalto tematico nella prima sessione è pure l’intervento di Antonio Milone, che riferirà sulla facciata della cattedrale pisana. Completa la parte mattutina il contributo di Marco Gamannossi sulla datazione della tomba di Gasdia e Cilla nella Badia a Settimo.

Nella sessione pomeridiana sono stati concentrati gli interventi che riguardano maggiormente il territorio empolese, a cominciare dal contributo ‘a due voci’  di Lorella Alderighi e Leonardo Giovanni Terreni sui marmi romani riutilizzati o tornati alla luce nel territorio di Empoli.

Un particolare intervento propedeutico a quello di chiusura spetta a Chiara Lapucci, che ha indagato – da scienziato – la corrispondenza tra alcuni simboli che si ritrovano in chiese romaniche della Toscana con le forme ‘nascoste’ esistenti in natura.

Gli interventi saranno chiusi da Alessandro Naldi, che tratterà un argomento di spicco per la città quale la struttura della pieve romanica di Sant’Andrea  e la datazione della parte terminale del prospetto intarsiato di questa, tutt’oggi in loco e perfettamente conservato.

A questo punto il convegno si aprirà a un possibile confronto tra alcune tematiche riportate e alle richieste di approfondimento su argomenti specifici ad eventuale richiesta del pubblico, al quale seguiranno le conclusioni.

Leggi l’articolo dedicato alla Pieve di Sant’Andrea
pubblicato sul numero 10 di milliarium