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nov 27, 2016

Conferenza – L’uso del vetro a Empoli in età romana

Venerdì 2 dicembre 2016, alle ore 17:00
presso la sala delle Adunanze della Misericordia di Empoli (Via Cavour, 34 – 35)
si terrà la conferenza di Leonardo Giovanni Terreni,
“L’uso del vetro a Empoli in età romana”

 

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Numerosissimi sono i rinvenimenti archeologici di materiale vitreo di età romana nel centro storico, presenti in ogni area indagata. Il più importante rinvenimento di reperti vitrei fatto a Empoli, corrisponde a quello proveniente dallo scavo di piazza della Propositura
Lo scavo, realizzato tra il giugno del 1999 e il settembre del 2001 e condotto con metodo stratigrafico, ha rappresentato il primo esempio di ricerca archeologica di tipo preventivo realizzato a Empoli in sinergia tra il Comune, la Soprintendenza Archeologica e l’Associazione Archeologica del Medio Valdarno.
Lo scavo di piazza della Propositura è stato fra i più complessi, sia per l’elevata concentrazione di emergenze archeologiche, sia per la molteplicità di manomissioni alle stesse che si sono succedute nelle varie epoche, sia infine per la limitata area su cui è stato eseguito l’intervento.
L’occasione è stata data dai lavori di ripavimentazione del centro storico che avrebbero interessato la stessa piazza, posta in uno dei luoghi topograficamente più interessanti di tutto il territorio empolese. E’ ubicata infatti su un leggero rilievo  su cui insiste il principale complesso monumentale religioso empolese: la chiesa Collegiata (già pieve di S. Andrea al Mercato), il Museo d’Arte Sacra ( già chiesa e poi battistero di S. Giovanni ), il Palazzo della Prepositura,  il chiostro, il teatro, etc., per un’area di circa 5500 mq di superficie. Tra le varie stratigrafie individuate e databili fin dal periodo ellenistico, è stata riconosciuta una domus romana di età imperiale con tre fasi di vita ben distinguibili. Dall’obliterazione di una di queste fasi, nello specifico in una canaletta di scolo volutamente riempita (UU.SS. 278-279-281), sono stati recuperati numerosissimi reperti vitrei, molti dei quali riconducibili a una tipologia di forme, sia aperte che chiuse, per l’uso alimentare, come piatti, scodelle, bottiglie, coppe per libagione, contenitori per confetture, ecc., con alcuni indicatori di produzione. Tutto ciò a dimostrare un elevato utilizzo del vetro nella mensa di questa domus, paragonabile, se non addirittura superiore a quello della ceramica tipologicamente corrispondente. Lo studio dei materiali ceramici compresenti e le analisi archeometriche fanno ipotizzare una datazione dei reperti vitrei entro la fine del II secolo.