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apr 9, 2021

Aldo Mantellassi in arte… MIAO

In occasione della pubblicazione del libro, edito dalla nostra associazione e da Editori dell’Acero, ecco la recensione della Prof.ssa Grazia Arrighi, Presidente della Pro Loco Empoli

Terreni, Leonardo G., Aldo Mantellassi in arte… MIAO,
(Editori dell’Acero), Empoli, 2021

La Pro Empoli saluta con molto piacere e con riconoscenza verso l’autore questo libro con cui Leonardo Giovanni Terreni intende rendere “un doveroso omaggio ad una persona che ha dato molto alla sua città” (p. 14). La ragione del nostro particolare compiacimento sta nel fatto che il Ragionier Mantellassi figura fra i componenti di quel manipolo di nostri concittadini che il 18 gennaio 1957, nell’ufficio del sindaco di Empoli, dette vita all’Associazione Turistica Pro Empoli, come ci attesta il verbale della riunione. A questo particolare titolo di merito si è aggiunto poi, per noi come per tutti gli empolesi attenti alla cultura, l’esempio di senso civico che Mantellassi ha dato,  rendendo pubblicamente fruibile la sua collezione di reperti archeologici mediante la donazione all’Associazione Archeologica Medio Valdarno. Per il resto, fin qui, l’immagine nota di questo nostro concittadino era quella  dell’“integerrimo professionista e padre di famiglia /…/sempre misurato, corretto, moderato” (p. 14), che gli empolesi più anziani hanno potuto conoscere di persona o per fama negli anni della sua maturità, quando da consulente commerciale, prestava i suoi servizi alla nostra rampante imprenditoria degli anni del boom e oltre.
Ma ecco che questo libro ci fa scoprire in Aldo Mantellassi talenti e prestazioni di tutt’altra specie, rimasti finora in ombra e davvero sorprendenti.
Grazie ad “Un incontro felice” (questo il titolo della prima parte del libro) con i due anziani nipoti di Mantellassi dai quali riceve, con piena disponibilità d’uso,
una borsa piena di documenti in massima parte inediti, il dott. Terreni ha potuto ricostruire a tutto tondo l’immagine di Aldo Mantellassi e farcene apprezzare i molteplici interessi e le più o meno segrete passioni: il disegno e l’inclinazione per la letteratura.
Il senso della sorpresa e l’emozione della scoperta pervade tutto il libro e contagia immediatamente il lettore. Con uno stile narrativo affabile e coinvolgente l’autore ci partecipa la sua emozione nel riscoprire, attraverso i documenti acquisiti, il giovane Mantellassi brillantemente attivo, con spiritose vignette e pungenti testi satirici, sui periodici e numeri unici circolanti in Empoli nei decenni fra le due guerre; lo vediamo autore e interprete, perfino in ruoli femminili, di goliardiche parodie di testi teatrali e operistici; entriamo nella sua dimensione più privata attraverso documenti personali e frammenti di corrispondenza familiare; abbiamo accesso ai suoi tentativi letterari fatti di novelle, poesie, abbozzi di romanzi… Si giunge così ad una ricostruzione ben circostanziata della biografia e della complessa personalità del nostro benemerito concittadino. Inoltre il riesame dei fogli periodici ai quali ha contribuito il Mantellassi “artista” dà l’opportunità di un tuffo nella realtà sociale ed economica empolese di quasi cento anni fa, un mondo lontano, ma concreto e vivo, testimoniato dalle numerosissime inserzioni pubblicitarie grazie alle quali quei fogli si sostenevano. Terreni può così, molto opportunamente lanciare un sasso nello stagno per sollecitare l’impegno di qualche studioso della nostra storia locale verso un’ indagine sistematica sulla realtà economica empolese dell’anteguerra, magari a partire proprio da quella gran messe di “réclames”, come allora si diceva.

La seconda parte del volume è dedicata al Mantellassi collezionista e alle particolari vicende della donazione. Qui il racconto si fa emotivamente anche più intenso: “E di questo chiedo scusa ai lettori, perché portino un po’ di pazienza per il fatto che li farò partecipi delle stesse emozioni che ebbi all’epoca” (p. 86). E al lettore naturalmente non par vero di lasciarsi  coinvolgere in quelle emozioni.
I fatti vengono raccontati con precisione: dalle accorte manovre della Presidente della Pro Empoli Adriana Palandri per avviare i contatti fra il Rag. Mantellassi, ormai infermo e ansioso di assicurare la fruizione pubblica della sua collezione, e il giovane dott. Terreni neopresidente dell’Associazione Archeologica. Poi l’intervento risolutivo dell’amico Giancarlo Morelli, gli incontri col collezionista e con la sua famiglia, lo stupore di fronte ai reperti della raccolta e così via attraverso tutti i successivi passaggi fino al perfezionamento della donazione, celebrato dalla grande mostra del luglio ’96 al Cenacolo degli Agostiniani.
Un gran numero di immagini, in gran parte inedite, arricchisce tutto il volume, dai documenti della prima parte alle foto della famiglia Mantellassi e dei reperti collezionati nella seconda.
Dunque un libro molto attraente dato finalmente alle stampe, in attesa della pubblicazione del catalogo scientifico di tutta la Collezione Mantellassi che sarà possibile una volta completati i lavori di restauro e definita l’analisi specialistica. Nell’attesa, per ora ci godiamo questo delizioso “Aldo Mantellassi in arte MIAO”.

Grazia Arrighi

Aldo Matellassi Miao

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